Battute divertenti con parole usate per sbaglio

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Le battute con parole usate con significato diverso sono un gioco di parole, una figura retorica che si chiama paronomasia che deriva dal greco paronomasìa composta da parà (che si significa vicino, presso) e da onomasìa (denominazione) paronomasìa, E dunque, se si bada all’etimologia, la pronunzia della forma italiana può essere duplice, a seconda che si accenti alla latina (paronomàsia) o alla greca (paronomasìa).

La parola indica una figura retorica che consiste nell’accostare parole di suono simile o uguale ma di significato differente. È chiaro che se usate con maestria queste parole all’interno della frase, possono creare delle composizioni satiriche e comiche. Ecco perché in questo caso si può parlare di paranomasia satirica.

In Italia si è fatto spesso ricorso a questo tipo di ‘battute’ o giochi di parole che suscitano ilarità e danno vita a battute esilaranti. Ne hanno fatto uso, e ne fanno uso tuttora molti artisti e comici come Nino Frassica, Anna Maria Barbera (sconsolata)

Ecco alcune battute di Nino Frassica:

  • Questa iniziativa è stata fatta col padre cinico della RAI (anziché patrocinio)
  • Non vorrei sembrare monologo (anziché monotono)
  • Questa è una cosa di una certa gravidanza (al posto di dire gravità)
  • Tagliamo la testa al topo (al posto di toro)
  • C’è una vasta gamba di premi (anziché gamma)
  • Non aspettare che la mamma caschi dal cielo (anziché manna, che era una sostanza che secondo la Bibbia fu miracolosamente inviata da Dio come cibo agli Israeliti nel deserto)
  • Non perdetevi d’abito (sarebbe d’animo)

Ed ecco invece alcune battute di Anna Maria Barbera:

  • Non lo dico per spiaggeria (anziché piaggeria)
  • Mio figlio il giorno dopo mi chiede scusa e mi da un bacio; o è il bacio di giudo o mi è tornato a casa il figlio al prologo. (giuda e figliol prodigo)
  • C’ho lo scazzo alla risposta (anziché scatto)

E le battute di Totò

  • Sarò breve e circonciso (anziché conciso)
  • Ho cercato di fermarlo con la forza, c’è stato un vero collutorio (anziché una vera collutazione).
  • Porta tante esequie alla sua signora (anziché ossequi)
  • Mia moglie è un tipo apprensivo: sta sempre ad Anzio per me (anziché in ansia)
  • Eh, sì, ho perduto la memoria… Infatti, nella mia testa, avvengono delle lagune che la laguna di Venezia diventa un’inezia lagunare (anziché lacuna)
  • Sono napoletano e quindi ho molta stitichezza col caffè. Pardon, volevo dire dimestichezza: è stato un qui pro quo.
  • Lei è vedovo di moglie? Colgo l’occasione per farle le mie congratulazioni (al posto di condoglianze)
  • Ai postumi l’ardua sentenza (anziché ai posteri)

Fonte foto: wikimedia commons

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